Sylvie Lubamba, passato da truffatrice: “Anni di follia”

Sylvie Lubamba

Sylvie Lubamba in passato truffava le persone: il racconto della showgirl

Per la nuova puntata di Live – Non è la d’Urso in onda domenica 8 marzo su Canale 5 ci sarà anche Sylvie Lubamba. Alla conduttrice Barbara d’Urso la showgirl, lanciata da Piero Chiambretti, racconterà la relazione intercorsa in passato tra lei e Pietro Delle Piane.

Non è la prima volta che la donna partecipa a una trasmissione della partenopea. Dopo essere tornata in libertà il giorno di Natale, punita con tre anni e mezzo di reclusione, parlò durante Pomeriggio 5 delle disavventure legali.

Sylvie Lubamba, arrestata nel 2014 per uso indebito di carte di credito, disse nel talk show di Carmelita di essere cambiata e di aver scoperto il dono della fede. Un cammino spirituale in grado di portarla ad incontrare persino Papa Francesco. Nel salotto della d’Urso sottolineava di essere stata condannata a 7 anni e 4 mesi e di aver ottenuto uno sconto della pena grazie alla buona condotta.

Anni di follia

Prima però era ben altro genere di persona. Uno senza particolari scrupoli, visto che, su sua stessa ammissione, recuperava i dati delle carte di credito pure di gente sconosciuta. Negli scontrini trovava tutto.

Andava in discoteca, invitavano Sylvie Lubamba ai tavoli a bere delle champagne, il titolare pagava con la carta e molto spesso dimenticava lo scontrino. Lei lo prendeva fingendo di buttare via la gomma da masticare. Prenotava compagnie aeree, viaggi ferroviari, alberghi e acquisti sul web. Il periodo incriminato risale a oltre 15 anni prima.

Il reato Sylvie Lubamba l’ha commesso prima di intraprendere la collaborazione assieme a Chiambretti. Una volta coronato il proprio sogno, compiere una sciocchezza simile aveva perso significato. In precedenza, due anni di follia: la prima volta ha offerto una vacanza all’intera famiglia. Versioni contrastanti circolavano in merito alla refurtiva: c’era chi parlava di 30mila euro e chi 60mila.

Sylvie Lubamba: la cella condivisa insieme alle Rom

Nel 2014, ricevuta la telefonata dalla Procura, immaginava di ricevere una mera notifica e invece è finita dietro le sbarre. Non lo sospettava affatto in quanto erano passati 12 anni dal reato e pensava fosse caduto in prescrizione.

All’inizio era in isolamento e non intendeva condividere la cella insieme a donne Rom. Poi si è ravveduta e poteva dire che a livello igienico sono migliori di certe italiane. Toccato il fondo è nata una nuova persona, illuminata dalla fede. C’è sempre tempo per apprendere dai propri errori e Sylvie lo ha fatto.

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Manuel Magarini: Per info & collaborazioni: manuel.magarini@gmail.com