Perché gli anziani dormono di meno? Lo dice la scienza

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La risposta a questa domanda, che molti di noi almeno una volta si saranno posti, è relativamente semplice. Il motivo per cui i “non più giovanissimi” faticano a prendere sonno e dormono solo poche ore al giorno sono i neuroni. Recenti studi hanno confermato che con il passare degli anni il numero di neuroni nel nostro cervello diminuisce, e fra questi ci sono anche quelli che ci permettono di rilassarci e che conciliano il sonno.

La causa risiede quindi nel nostro cervello. In un’area ben specifica di esso, sono situati alcuni neuroni che blocca letteralmente il flusso dei nostri pensieri portandoci in una sorta di incoscienza che è appunto il sonno. Anche queste cellule sono un bersaglio dell’invecchiamento; la diminuzione del loro numero, quindi, riduce la capacità di assopirsi. Detto questo, sorge spontanea anche un’altra domanda: quanto influisce questo processo di invecchiamento dei neuroni sulle ore di sonno?

Non poco, si parla di circa un’ora a notte di differenza fra un individuo di circa 70 anni rispetto a uno di 25. Matematicamente si parla di quasi il 15% in meno (tenendo conto di una media di 8 ore di riposo a notte). Questo conclusione è il risultato di uno studio svolto su quasi 50 volontari ai quali sono stati applicati sensori sulla zona encefalica; i dati ottenuti non hanno lasciato alcun dubbio, chi ha avuto maggiori problemi a dormire possiede una quantità di neuroni adibiti al sonno minore rispetto alle altre persone.

Questa scoperta, pur non avendo un importantissimo valore scientifico è stata molto utile per porre fine alla domanda: Perché quando si invecchia si ha una minore propensione a prendere sonno?

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