Eva Henger si è risposata con Massimiliano Caroletti

Henger
Il dramma di Eva Henger

Eva Henger si è risposata alle Maldive con Massimiliano Caroletti, il matrimonio è stato organizzato in segreto ed infatti la diva lo ha raccontato solamente al ritorno dall’evento. I due erano già sposati secondo il rito civile nel 2013 ma dopo 6 anni hanno deciso di rinnovare le promesse questa volta alle Maldive sull’isola di Arthuruga.

La scelta di una location romantica, la complicità e l’amore

L’attrice dichiara di avere avuto voglia di sposarlo una seconda volta perché l’amore che li lega da 15 anni è sempre più forte. Dalla loro relazione è nata anche una bambina che adesso ha 9 anni, la vita di coppia ha fatto il suo rodaggio e sono certi che l’amore non finirà mai.

Come mai la scelta della spiaggia alle Maldive? Perché la location è magica, un’atmosfera romantica, dolce, da film e non poteva che essere quello il luogo che li avrebbe uniti una seconda volta in matrimonio. Cosa li tiene ancora uniti da così tanti anni? Oltre il sentimento che negli anni ha trovato il giusto equilibro e la bambina, sarà sicuramente la complicità che entrambi vantano, hanno un rapporto denominato comunemente speciale.

Hanno entrambi tanto rispetto l’uno per l’altra, qualunque scelta e decisione viene presa di comune accordo con la certezza di esserci l’uno per l’altra. Nei panni di padre è un papà super attento, si prende cura di Jennifer (la piccolina), dato che è una priorità sia per lei che per lui.

I figli di Eva Henger

La Henger ha tre figli, due avuti dal precedente matrimonio con Riccardo Schicchi, deceduto ormai nel 2012, la prima Mercedesz che ha 27 anni, il secondo Riccardino, 24 e per ultima Jennifer.

I due ragazzi vanno d’accordo e sono molto legati, la stessa cosa vale per la bambina che nonostante la differenza di età viene coinvolta in qualunque attività, è amata sia da Mercedesz che da Riccardino, la principessa della famiglia. Di questo ne vanno molto fieri i genitori che ci tengono tanto ad avere una famiglia unita.

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