Boris Johnson: il premier UK subisce un secondo KO

Boris Johnson
Boris Johnson

Il premier inglese Boris Johnson ha subito ben due KO in un solo giorno. Riguardo la prima sconfitta, ci riferiamo alla legge anti no-deal proposta dai laburisti e, in seguito, approvata tramite il voto di 21 Tory ribelli. In secondo luogo, c’è stato il no alla mozione per portare il popolo britannico ad elezioni anticipate. Sono bastate dunque poche ore affinché la Camera dei Comuni infliggesse due sonore sconfitte a Johnson.

Boris Johnson: una sconfitta dopo l’altra

Boris Johnson, icona conservatrice succeduta al ruolo un tempo occupato da Theresa May, ha ricevuto l’ennesimo no al termine di una difficile giornata a Westminster. L’ex primo cittadino della capitale britannica, conosciuto anche come il “Trump britannico”, l’uomo che gioca sul terrore dei suoi avversari, ha perso consensi anche tra i membri del suo partito. 21 esponenti dei Tory hanno preferito rinnegare il loro leader schierandosi a favore dei laburisti, probabilmente stufi della promessa di una Brexit imminente, che mai si concretizza.

I Tory in questione, come leggiamo da Esquire, starebbero pensando ad una legge che, nel caso di approvazione, complicherebbe ulteriormente l’uscita dall’UE senza accordi, tunità tanto agognata da Johnson. Il premier britannico, che sta sempre più perdendo credibilità agli occhi dei suoi alleati, è passato alle minacce promettendo nuove elezioni, che pare non si avvereranno mai.

Un eroe del popolo? Non proprio…

La prima sconfitta subita da Boris Johnson è probabilmente la più grave, in quanto aveva chiesto un voto da premier a Westminster. La Repubblica, in un recente articolo pubblicato sulle sue pagine online, reputa “stravagante” l’idea di un Johnson simile ad un tribuno della plebe, un eroe del popolo che combatte l’elite. Lui che, in realtà, è un membro di punta dell’alta società britannica.

Ricordiamo come Boris abbia frequentato in gioventù presso un istituto pregevole ed esclusivo quale l’Eton College, per poi continuare gli studi all’università di Oxford. Un gentleman dell’alta borghesia Boris Johnson, che ha i modi di fare e di parlare tipici della società da cui proviene.

Un’altra possibilità per rimanere nell’UE

La Camera dei Comuni di Westminster ha approvato una mozione volta ad una proposta di legge che, in caso di accoglimento, complicherà ulteriormente la vita politica di Boris Johnson. Una mossa astuta per evitare il tanto temuto no deal. Di conseguenza, la Brexit potrebbe essere posticipata nel 2020 e, di conseguenza, oltre la scadenza (definita “improrogabile” da Johnson) del prossimo 31 ottobre. È bene precisare che i 21 parlamentari conservatori che hanno votato a favore della mozione, sono stati immediatamente epurati dal partito.

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