Notte da incubo per Amedeo Goria e la fidanzata: “Rapinati da finti poliziotti”

Amedeo e Vera
Amedeo e Vera

Amedeo Goria e Vera Miales derubati da finti poliziotti

Il giornalista Amedeo Goria e la fidanzata Vera Miales recentemente hanno vissuti una notte da incubo. La coppia che si trova in vacanza in Costa Azzurra, è stata rapinata da finiti poliziotti mentre stavano riposando in auto in una piazzola di sosta. Nello specifico, i rapinatori hanno preso la borsa della ragazza con dentro documenti, soldi e cellulare.

Prima di far perdere le loro tracce, però, si sono premurati di sgonfiare una gomma della macchina dell’ex volto Rai. In questo modo era impossibile fare un inseguimento per recuperare la merce rubata. “Ci hanno rovinato la vacanza”, ha commentato il padre di Guenda ed ex marito di Maria Teresa Ruta. Andiamo a vedere nel dettaglio cos’altro ha raccontato Goria.

Il racconto del giornalista sportivo

Chiamato in causa da una trasmissione radiofonica su Rtl 102.5, il giornalista sportivo Amedeo Goria, che potrebbe essere un nuovo concorrente del Grande Fratello Vip 6, ha raccontato la dinamica del furto avvenuto in Costa Azzurra.

“Lei dormiva in auto e anch’io avevo molto sonno. Così, ci siamo fermati sciaguratamente lì e non in un autogrill. A un certo punto, al finestrino di Vera ha bussato una persona che diceva ‘police’. Io mi sono svegliato e per un attimo ho pensato di suonare il clacson e inserire la prima, sperando di destare gli altri camionisti, ma non sapevo se si trattasse veramente di poliziotti”, ha fatto sapere l’ex commentatore sportivo della tv di Stato.

La dinamica del furto ai danni di Amedeo e Vera

Tutto ha avuto inizio quando i finti poliziotti hanno chiesto i documenti suoi e di Vera Miales, quindi Amedeo Goria a Rtl 102.5 ha spiegato anche: “Li aveva in borsa e, non appena l’ha afferrata, una mano furtiva gliel’ha strappata via. Conteneva documenti, soldi e smartphone. Oltre al danno e agli oggetti sottratti, ci si sente violati. Anche solo il pensiero di dover recuperare tutti quei documenti ci ha rovinato la vacanza. Siamo tornati dopo 6 giorni”.

Segui KontroKultura su Instagram, clicca QUI!