Laney Ironheart IRT-Studio

Laney Ironheart IRT-Studio

La IRT-Studio fa parte della serie Ironheart di Laney ed è una testata di bassa potenza progettata per coniugare la qualità del suono valvolare alle esigenze digitali del musicista moderno anche in ambito di home recording.
È una testata valvolare a tutti gli effetti: 1 o 15 watt, tre valvole ECC83 nel preamplificatore, due EL84 nel finale, classe AB, tre canali, send-return seriale e uscita di potenza a 8 o 16 Ω.
In più la IRT-Studio dispone di una porta USB input/output digitale per registrare con il computer, un carico fittizio per suonare senza dover collegare una cassa, un’uscita XLR bilanciata con simulatore di cassa, ingresso mini jack e uscita cuffie con volume associato.
Insomma una testata dall’immenso potenziale, che ci divertiremo a mettere sotto stress per valutarne le prestazioni.

Sebbene le sfaccettature sonore siano molte, il suono si può riassumere in due parole: moderno e inglese.
L’enfasi di certe frequenze dipende ovviamente dalla cassa a cui viene abbinata, però possiamo dire che il canale clean è piuttosto definito e aperto, in grado di valorizzare tutte le caratteristiche della nostra chitarra.
Il canale rhythm è caldo e molto dinamico, a bassi livelli di gain si hanno dei bellissimi suoni crunch.
Alzando il gain al massimo, il suono va bene sia per le ritmiche più potenti che per gli assoli non troppo compressi.
Il canale lead riporta essenzialmente le stesse caratteristiche, ma con ancora più gain.
Bello il pre-boost regolabile, in grado di caratterizzare i suoni puliti e fluidificare i distorti.
L’equalizzazione è abbastanza incisiva e permette sempre di ottenere il suono che cerchiamo, dal jazz al metal.
Il suono è sempre caldo e abbastanza definito, sbrodola solo un po’ sul terzo canale, se tiriamo al massimo sia il gain che il boost, ma stiamo parlando di regolazioni estreme che ad alcuni potrebbero piacere e anche molto.
Infine è molto bello anche il riverbero, che pur essendo digitale è molto credibile e ambienta bene sia il fraseggio a note singole che gli accordi.
Veniamo alla porta USB, con cui possiamo registrare con la nostra DAW preferita.

La USB è input/output, quindi se il software con cui si registra non permette di selezionare due periferiche distinte per l’ingresso e l’uscita siamo costretti a monitorarci con la testata stessa utilizzando l’uscita cuffie.
Per questo motivo avremmo preferito trovarla sul pannello frontale, a portata di mano anche quando la testata è inserita in un rack.
La connessione USB fornisce due segnali: il suono trattato dalle valvole e il dry.
Quest’ultimo è utile sia per i doppiaggi, sia per riamplificare la take in un secondo momento utilizzando l’apposita uscita re-amp.
Per chi lo trovasse più comodo, un altro modo per registrare è quello di prelevare il segnale dall’uscita XLR
posta dopo il finale di potenza, dotata di speaker emulator escludibile.
Questa uscita è utilissima anche dal vivo perché ci permette di dare il segnale al fonico senza dover microfonare la cassa.
Nei live la IRTStudio si comporta bene grazie al footswitch in dotazione (per il cambio dei tre canali, l’inserimento del riverbero e del boost) e al loop effetti con diversi livelli impostabili.
La potenza di 15 watt è sufficiente per i palchi al chiuso, ma all’occorrenza possiamo associarci un finale più potente o collegare una cassa amplificata all’uscita XLR.
La Laney IRT-Studio può essere impiegata anche per esercitarsi in casa, sviluppando il tocco con il calore e la dinamica delle valvole.
Sull’uscita di potenza è presente un carico fittizio che si attiva quando il cavo è scollegato.
È quindi possibile suonare senza collegare una cassa, ascoltandosi in cuffia, magari suonando su una base o un metronomo collegato all’ingresso mini jack.

Segui KontroKultura su Instagram, clicca QUI!