Pensioni con quota 100 e RdC: i dettagli e le prime reazioni delle parti sociali

Pensioni con quota 100 e RdC: i dettagli e le prime reazioni delle parti sociali
Pensioni con quota 100 e RdC: i dettagli e le prime reazioni delle parti sociali

Finalmente l’attesa è finita: il Consiglio dei ministri ha approvato il ‘decretone’, dando il via libera, tra le altre cose, alla pensione anticipata con quota 100, la proroga dell’opzione donna e il reddito di cittadinanza.

Ecco le parole di Conte al momento della presentazione ufficiale: “Questa è una tappa fondamentale per questa esperienza di governo, sono due misure che non rispondono a estemporanee promesse elettorali ma costituiscono un progetto di politica economica sociale di cui questo governo va fiero”.

Il Reddito di cittadinanza è ormai realtà

Le risorse a disposizione per il reddito di cittadinanza ammontano a 6 miliardi per quest’anno, 7,5 nel 2020 e circa 8 per il 2021. Il sussidio è destinato ad 1 milione e settecento mila famiglie con un reddito ISEE annuale non superiore a 9360 euro. I beneficiari totali saranno circa 5 milioni. L’assegno ammonterà a 780 euro mensili per i single e fino a 1300 euro per una famiglia con 3 figli.

Il reddito di cittadinanza potrà esser richiesto a partire da marzo 2019. Ammessi alla misura anche i cittadini stranieri, ma solo e soltanto se residenti in Italia da almeno 10 anni. Chi beneficerà del reddito di cittadinanza ‘firmerà’ un patto per impegnarsi a cercare un lavoro che però non potrà esser rifiutata più di 2 volte. Pene severe, da 2 a 6 anni per chi dichiarerà il falso al fine di rientrare tra i beneficiari del sussidio.

Pensioni 2019, quota 100 al via: serviranno almeno 62 anni di età e 38 di contributi

Prende finalmente il via anche l’ormai famosa pensione anticipata con quota 100 per chi ha almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi. Quota 100 sarà in vigore dal 2019 al 2021, non si tratta infatti di una misura strutturale. Le risorse a disposizione di quota 100 ammontano a 22 miliardi di euro, 3,9 per il 2019. E’ prevista una clausola di salvaguardia e quindi ulteriori fondi da reperire in caso di sforamento del budget.

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Per i privati la misura parte il 1° aprile mentre per i pubblici il 1° agosto e il 1° settembre per i lavoratori della scuola. Non solo requisiti: introdotto il divieto di cumulo di redditi da pensione e redditi da lavoro superiori ai 5000 euro annuali. La platea interessata da quota 100 sarà di circa 1 milione di persone nel triennio (2019-2021). Prorogate per il 2019 la misura di pensionamento anticipato opzione donna e l’Ape sociale.

Pensioni quota 100 e reddito di cittadinanza: le prime reazioni

Oltre alle reazioni ‘politiche’ ci sono anche quelle delle parti sociali (Cgil, Cisl e Uil) che a vario titolo sono critici così come Confindustria e poi ci sono anche le parole del Governatore della Banca d’Italia Vincenzo Visco che mette in guardia il Governo dall’eccesso di debiti.

Reddito di cittadinanza e quota 100: Cgil e Cisl ‘critiche’

Quota 100 non è la fine della riforma Fornero ma è un sistema che serve soltanto a modificarla in via temporanea lasciandone invariato l’intero impianto”. E’ questa la principale critica rivolta al Governo M5s-Lega da parte del segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli. “Tutto ciò che accorcia i tempi per andare in pensione ci vede favorevoli, ma queste sembrano più operazioni di facciata che di sostanza“.

E per la Cgil “anche sul reddito di cittadinanza non ci siamo“. “E’ una elargizione che non ha rapporto con le politiche sociali del territorio“. Critica anche la Cisl: “Servono profonde correzioni e non cambia il nostro giudizio sulla manovra presentata dal Governo. Rimane insufficiente sul piano della crescita, degli investimenti e dello sviluppo“.

Quota 100 e reddito di cittadinanza: Uil ‘cauta’

Più cauto il commento del segretario della Uil Barbagallo: “Aspettiamo di leggere meglio i testi del decreto ma non saremo mai contro il reddito di cittadinanza e la pensione anticipata con quota 100 anche se a nostro avviso ci sono delle correzioni da fare“.

‘Decretone’ e LdB 2019: le reazioni di Confindustria e Banca d’Italia

Bisogna rilanciare l’economia, dobbiamo incontrarci con il Governo per discutere di tutto ciò che serve, le infrastrutture, il mezzogiorno e dare prospettive ai nostri giovani di modo che non siano costretti ad andare via dal nostro Paese“. Queste le parole del presidente di Confindustria Boccia, che aggiunge: “Ora dobbiamo andare avanti e aprire un tavolo di confronto sull’incremento dell’occupazione nel Paese e che questi nuovi strumenti siano un ponte di collegamento“. Una riflessione critica arriva dal Presidente della Banca d’Italia Visco: “La corsa del debito rende molto difficile la possibilità di manovra sugli investimenti che aiutino la crescita“.