La verità su Patronaggio: “Il pm che accusa Salvini mi arrestò da innocente…

Salvini
Ecco chi è il magistrato che indaga su Salvini

In difesa di Salvini, parla l’avvocato Arnone, che il procuratore di Agrigento mandò in galera sulla base di prove che la difesa riuscì a smontate nel Riesame

L’indagine per sequestro di persona su Matteo Salvini ha sollevato diverse polemiche. Su Luigi Patronaggio sono state aperte alcune indagini che hanno messo a nudo un curriculum un po’ singolare.

Salvini, le accuse contro di lui non sussistono?

Il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, che ormai indaga su Matteo Salvini da qualche settimana, ha un curriculum che non piace molto ai sostenitori del vicepremier. In passato pare che il pm abbia mandato in prigione una persona del tutto innocente. Errori che possono capitare, ma potrebbero anche ricapitare.

Nemmeno davanti allo smantellamento delle accuse, Patronaggio fa quello che potrebbe fare: non va avanti con l’inchiesta, ma nemmeno l’archivia. Il caso dell’uomo incarcerato da innocente finì sulle prime pagine e in TV: stiamo parlando dell’avvocato Peppe Arnone, personaggio famoso in Sicilia tanto per le sue battaglie ambientaliste e antimafia ma anche per il carattere irascibile.

Il caso Arnone

Il 12 novembre 2016 la Procura lo fece arrestare in flagrante per estorsione, all’uscita dello studio di un collega con due assegni in tasca per un totale di 14mila euro. Arnone giustificò la cosa come una normale transazione, condotta alla luce del sole per conto di una cliente.

Il gip conferma l’arresto. In difesa del pm fece arrestare Arnone scende in campo Luigi Patronaggio, che con un comunicato stampa diceva che c’erano «robuste prove» a carico dell’avvocato. Dopo tre giorni di galera Arnone finisce ai domiciliari, ma il 25 novembre la Procura riesce ad ottenere per lui di nuovo il carcere.

L’avvocato ha dovuto combattere duramente per dimostrare la sua innocenza. Ora Arnone si prende una sorta di rivincita. Scrive a Matteo Salvini:

«Io Patronaggio lo conosco bene. Se vuole, la difendo io».

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