Marco Travaglio umilia Matteo Salvini: “E’ il cagnolino di Putin…”

Salvini
Marco Travaglio l'affondo a Salvini

Un nuovo affondo quello di Marco Travaglio a Matteo Salvini che addirittura l’ha definito un cagnolino, ma non uno qualunque, ma quello di Putin

Non è stata facile la giornata per Roberto Saviano, dopo l’ultimo affondo a Matteo Salvini, lo scrittore si è beccato una bella querela, ma poi anche Marco Travaglio ha messo il ditino nella piaga. Secondo il Direttore del Fatto Quotidiano le parole lo scrittore di Gomorra ha sbagliato nei modi, ma non nel contenuto della critica. Però anche Travaglio ha usato termini piuttosto pesanti contro il Ministro del Lavoro.

Travaglio critica Saviano e umilia Salvini

Roberto Saviano si è ritrovato con una querela di Matteo Salvini e una tirata d’orecchi da parte di Marco Travaglio. I due, in teoria, combattono contro lo stesso nemico, Il Ministro dell’Interno, ma in modi diversi. Mentre lo scrittore di Gomorra, usa termini piuttosto forti contro il vicepremier leghista, offese che vanno aldilà dell’ironia che usa invece Travaglio.

Il direttore del Fatto Quotidiano usa termini più sottili, non come Saviano che ha definito il Ministro, Ministro della Malavita. L’autore di Gomorra ha scritto a Repubblica per un appello disperato.

Travaglio: “Salvini il cagnolino di Putin”

Lo scrittore è stato duramente bacchettato da Marco Travaglio sul Fatto quotidiano che lo invitava a riflettere su chi fossero veramente i “ministri malavitosi” e che sono quelli del passato prossimo e remoto della nostra nazione, ancora non si può dire se ci sono anche nell’attuale Governo, non ci sono prove:

“Dovremmo forse accettare le parole e le azioni di Salvini perché quelli che c’erano prima erano peggio? E davvero tu credi che il 4 marzo abbia rappresentato questo cambio epocale?”

Poi il giornalista continua specificando che per evitare altre querele da parte del vicepremier leghista eviterà di chiamarlo per nome ma userà l’appellativo: il cagnolino di Putin. Nel suo attacco Travaglio è molto chiaro sia con Saviano che con Salvini:

“Caro Roberto, non ho capito la tua definizione di Salvini ministro della malavita. E non perché io nutra simpatie per Salvini bensì perché sono anch’io preoccupato per le sue sparate razziste, le sue politiche xenofobe e i suoi rapporti con Putin, ma ancor più per la folla plaudente e tracimante che si assiepa sotto il suo balcone (o la sua ruspa). E temo che le tue denunce su quei temi escano non rafforzate, ma indebolite dall’attribuirgli condotte o relazioni malavitose”.

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